Integratori: la salute, quali scegliere, la dieta equilibrata

Il mercato degli integratori, visti come supporto a una alimentazione regolare in determinati periodi della nostra vita, sembra essere in crescita: una ricerca Gfk Eurisko indica che il 75% degli italiani afferma di utilizzare, almeno una volta nella vita, un prodotto integratore per migliorare e mantenere il benessere personale.

Integratori e salute: alcune regole da seguire

La scelta di un integratore non deve avvenire in maniera autonoma: è sempre meglio rivolgersi a uno specialista o al proprio medico. Anche le aziende riportano questa indicazioni in etichetta. Certi prodotti, infatti, possono essere indicati per qualcuno e per altri assolutamente no, anche quando sono definiti “naturali”. Altri, se assunti contemporaneamente a un farmaco, possono essere rischiosi per la salute a causa di reazioni incrociate con effetti inattesi e indesiderati.

Ma può un integratore migliorare il mio stile di vita?

L’esempio più lampante è legato alle persone che risultano intolleranti al lattosio.
È bene sapere, infatti, che in Italia, il 60% della popolazione è intollerante al latte (e solo il 25% di essi sospetta effettivamente di esserlo). Le persone, consapevoli o meno della loro intolleranza, presentano spesso sintomi lievi o associabili ad altre condizioni fisiche come stanchezza e stress, e tendono a non preoccuparsi.

integratori

Per chi è intollerante è possibile migliorare la qualità della propria quotidianità grazie ad un integratore dell’enzima lattasi. L’intolleranza al latte è dovuta alla mancanza dell’enzima lattasi, collocato a livello dei microvilli dell’intestino tenue e deputato alla digestione del lattosio, uno zucchero contenuto nel latte e nei suoi derivati. Concentrazioni elevate di questo enzima sono fisiologicamente presenti nei neonati e diminuiscono dopo lo svezzamento, fino a scomparire completamente in età adulta (nei soggetti intolleranti).
Sia per chi presenta sintomi evidenti e particolarmente fastidiosi, sia per chi non si trova particolarmente “infastidito” dalla sua condizione, è possibile digerire il lattosio, togliersi lo sfizio di mangiare liberamente una pizza o della mozzarella fresca, grazie all’assunzione dell’integratore dell’enzima lattasi.

 

Buona norma: leggere le etichette

Etichette sui prodotti: le diciture ammesse

Tutti i prodotti alimentari e integratori che promettono effetti salutari non posso riportare indicazioni o claim relativi alle loro caratteristiche se prima non vengono approvati dall’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare). La Commissione Europea, sulla base dei pareri dell’EFSA, ha autorizzato l’elenco di 222 indicazioni specifiche che possono essere usate in questo ambito. L’obiettivo è tutelare il consumatore ed evitare che le informazioni nutrizionali presenti sui prodotti alimentari o nelle pubblicità inducano chi acquista a scelte fuorvianti.

Tra le diciture approvate ci sono:

  • fibre d’orzo e d’avena: contengono beta-glucani che contribuiscono alla riduzione della risposta glicemica postprandiale e al mantenimento di livelli normali di colesterolo nel sangue
  • omega-3: per il mantenimento delle funzioni cardiache, delle funzioni cerebrali e della capacità visiva
  • polifenoli dell’olio d’oliva: protezione nei confronti dello stress ossidativo
  • fermenti lattici vivi: migliorano la digestione del lattosio nei soggetti intolleranti
  • alimenti a basso o a ridotto contenuto di sodio: mantengono la pressione nella norma
  • soluzioni di carboidrati-elettroliti; contribuiscono al mantenimento di prestazioni di resistenza durante l’esercizio fisico prolungato e aumentano l’assorbimento di acqua durante l’esercizio fisico.

dieta attività fisica

Integratori e alimentazione: l’importanza di una dieta equilibrata

Se le norme europee ci difendono dai rischi per la salute, dobbiamo tener sempre presente che l’apporto di nutrienti attraverso la somministrazione fai-da-te di multi vitaminici e integratori può portare a squilibri metabolici. Non soltanto le carenze nutrizionali sono pericolose: anche il sovradosaggio, infatti, è dannoso perché impegna l’organismo a eliminare qualcosa che è di troppo, sovraccaricando il metabolismo. Una dieta equilibrata, variata e ricca in alimenti di origine vegetale – di tipo mediterraneo per intenderci- contribuisce, invece, ad apportare le giuste dosi di vitamine e sali minerali. Meglio ancora se tarata sulle necessità nutrizionali che sono diverse da soggetto a soggetto: a dare indicazioni fondamentali per un regime alimentare dimagrante ed efficace sono i geni responsabili del metabolismo di zuccheri e del consumo dei grassi. Analizzando questa parte del nostro DNA è possibile ottenere informazioni essenziali per capire la nostra propensione al colesterolo, al sovrappeso e al senso di sazietà: incrociando questi dati alle informazioni sullo stato attuale di salute, gli esperti della nutrizione creano la dieta personalizzata alla genetica, l’unica dieta capace di garantire nel tempo una forma fisica perfetta.

 

ATTENZIONE! Ricordiamo che la dieta genetica DNASlim NON prevede l’uso di integratori, pasti sostitutivi o farmaci. Questo perché in una composizione equilibrata di cibi ricca di alimenti differenti c’è tutto quello di cui abbiamo bisogno, e nei nostri geni c’è ciò che serve per capire la frequenza con cui si presenta lo stimolo della fame, così da tenerne conto.

 


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Per oltre il 95% delle persone, l’intolleranza al lattosio ha una causa genetica: la presenza di una particolare variazione nel gene della lattasi determina una scarsa produzione di lattasi da parte delle cellule del nostro intestino.

Il servizio DNASLIM pancia piatta è in grado di identificare questa variazione:

  • dando informazioni sulla predisposizione del soggetto all’intolleranza al lattosio
  • fornendo una dieta che permette di tenerne conto
  • consigliando i cibi giusti per affrontare l’intolleranza

 

Leggi le testimonianze DNASlim®

  • Myriam, 40 anni: “Non dimagrivo con le diete standardizzate”
  • Elena, 44 anni: “Ho scoperto come perdere peso”
  • Loredana, 64 anni: “Non sapevo di essere intollerante al lattosio”

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