Genetica del gusto: identificato il gene TAS2R38

Che cos’è la genetica del gusto? La genetica gioca un ruolo importante nel determinare la capacità biologica di ognuno di noi di percepire i vari gusti e questo ha delle ricadute importanti nelle nostre scelte alimentari.

I sapori che siamo in grado di percepire sono quattro (aspro, salato, dolce, amaro), cui va aggiunto quello dell’umami (glutammato).

 

Non tutti percepiscono i gusti nello stesso modo: c’è chi è goloso e chi no, chi lo è più di dolci, chi di salato, chi ama il sapore amaro di certe verdure o della birra e chi riesce a bere un caffè solo dopo abbondante aggiunta di zucchero, per mascherare il suo sapore originario.

 

Tutto ciò è in relazione alla variabilità genetica tra gli individui, all’età e a fattori ambientali.

genetica del gusto dolce

Gli studi sulla genetica del gusto

Gli studi sulla genetica del gusto sono iniziati casualmente nel 1931, quando un ricercatore inglese di nome Fox, sintetizzando in laboratorio il PTC, un composto chimico appartenente alla famiglia delle tiouree, disperse nell’aria alcuni cristalli. Alcuni suoi colleghi percepirono una forte sapore amaro, mentre lui assolutamente nulla.

 

A questa prima osservazione, sono seguiti diversi studi che hanno dimostrato come l’incapacità di percepire l’amaro vari da popolazione a popolazione. Da un minimo del 3% nell’Africa occidentale, a oltre il 40% in India: nella nostra popolazione il 30% è classificato come “non taster” (cioè incapace), mentre il 70% ètaster” (ovvero capace).

 

Questa diversa capacità percettiva è un tipico carattere genetico, trasmesso secondo le leggi di Mendel (da genitori ai figli di generazione in generazione). Solo nel 2003 è stato identificato il gene TAS2R38 coinvolto in questo tipo di percezione dell’amaro (sensibilità al PTC).

Per quanto concerne gli altri gusti, se ne conoscono le basi biologiche, ma sono ancora poco noti dati relativi alle varianti genetiche che ne influenzano la percezione.

 

pompelmo genetica del gusto

Come si esegue il test del gusto?

All’interno del kit g-diet, sono contenute le cartine necessarie per eseguire il test del gusto. Le cartine sono trattate con PTC, una sostanza di cui circa il 70% delle persone percepisce il gusto amaro, mentre il 30% non ne percepisce alcun sapore. Questa caratteristica è ereditaria, determinata dal DNA.

 

Questo test non è diagnostico e non è indice di malattia: è un semplice modo per valutare la diversa sensibilità individuale al gusto amaro.

 

Prima del test del gusto

Accertati di non aver mangiato, bevuto (bibite particolari, ad esclusione di acqua), fumato o consumato altre sostanze che potrebbero alterare la tua sensibilità (chewing gum, caramelle, ecc.) nei 40 minuti precedenti al test.

 

Per eseguire il test del gusto è necessario:

  1. strappare la strisciolina;
  2. appoggiarla sulla lingua per 30 secondi e chiudere la bocca;
  3. toglierla e gettarla.

 

Ora valuta il gusto amaro: se lo hai percepito e quanto lo definisci intenso su una scala che va da “appena apprezzabile” a “più forte di qualsiasi immaginazione”.

 

cartine test genetico genetica del gusto

Cartine per l’esecuzione del test genetico del gusto

 

Non sono state rilavate reazioni allergiche al test. Raramente si è manifestata un po’ di nausea, risolvibile con un po’ d’acqua e una caramella.

 

Risultati del test del gusto

Questo test permette di distinguere tra non tester, medium tester e super tester.

 

I non tester sono coloro che percepiscono il gusto amaro senza esserne infastiditi. Sono capaci di apprezzare una larga varietà di gusti, come il dolce, il salato, l’acido e il piccante. Inoltre, le scelte alimentari ricadono su una vasta gamma di cibi e possono apprezzare anche preparazioni complesse o abbinamenti gustativi particolari.

 

I medium tester sono coloro che percepiscono il gusto amaro senza avere una soglia così bassa da esserne infastiditi. Possono consumare alcuni alimenti dal sapore amaro, ma tendono ad escluderne alcuni la cui componente è più accentuata. Apprezzano i gusti dolce e salato e non sempre gradiscono l’acido ed il piccante.

 

I super tester sono coloro in grado di cogliere negli alimenti anche minime tracce di componenti amari. Possono essere infastiditi dai gusti decisi e piccanti, pertanto potrebbero limitare le scelte e seguire un’alimentazione monotona.

genetica del gusto

Va ricordato che la percezione gustativa può variare con l’età, è sensibile alle modificazioni ormonali e risente delle abitudini (se siamo cresciuti in una famiglia che consuma verdure amare, siamo portati a tollerarle comunque).

 

Inoltre, l’amaro negli alimenti si può attenuare miscelando gusti diversi, in quanto ciascun gusto viene percepito come meno intenso rispetto a quanto viene valutato separatamente. Combinando dolce con amaro, perché sia la percezione del dolce sia quella dell’amaro si attenuano. Anche combinando sostanze amare e salate, perché il sale tende a sopprimere l’amaro.

g diet pack genetica del gusto

 

Genetica del gusto e dieta

G-diet è la dieta del DNA più evoluta e si basa proprio sui risultati della genetica del gusto: partendo dalle caratteristiche strutturali prese in esame, consente di perseguire e mantenere il benessere in un’ottica preventiva, senza rinunciare a gusto, abitudini e preferenze alimentari.

 

G-diet è basata su dati scientifici consolidati e confermata da analisi empiriche. Recenti studi condotti tra l’Università degli Studi di Trieste e un centro sportivo hanno confermato che, a distanza di 6 mesi, i soggetti che avevano deciso di seguire le indicazioni per proprio DNA avevano ottenuto dei risultati più significativi in termini di perdita di peso, sia per quanto riguarda la quantità di kg persi, ma anche il mantenimento nel tempo del peso forma raggiunto (studio condotto su cento soggetti).