Colesterolo alto: cause, alimentazione giusta e genetica

Ogni giorno, attraverso l’alimentazione, nel nostro corpo arriva una quota di colesterolo che si affianca a quella prodotta a livello epatico. Il colesterolo è generalmente considerato in termini negativi, ma, in realtà, svolge anche funzioni importanti. Esso è, infatti:

  • una componente strutturale delle membrane plasmatiche;
  • un precursore degli acidi biliari fondamentali per la digestione dei grassi alimentari;
  • un precursore della vitamina D nella pelle;
  • un precursore degli ormoni steroidei.

È importante stare in equilibrio. Il colesterolo diventa dannoso quando supera una certa concentrazione nel plasma, fino alla formazione di placche aterosclerotiche, che possono causare gravi patologie cardiovascolari.

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Il colesterolo totale è rappresentato dal colesterolo LDL e da quello HDL. Il primo è considerato pericoloso, “il colesterolo cattivo” per la salute, da tenere sotto controllo.

Il colesterolo HDL, “il colesterolo buono“, invece, è definito “spazzino delle arterie”. È trasportato al fegato dopo l’operazione di “pulizia dei vasi” per partecipare alla sintesi dei sali biliari o essere eliminato attraverso la bile.

Il rischio cardiovascolare è tanto minore quanto più alto è il livello di colesterolo HDL e quanto più basso è quello di colesterolo LDL. Il rapporto ottimale tra colesterolo LDL e HDL è fissato per gli uomini a 1 e per le donne a 1.47.

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Quali sono i 5 cibi anti colesterolo?

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Genetica, prevenzione e consigli pratici

Il colesterolo e la predisposizione genetica: i geni LDL e LPL

Livelli di colesterolo alti possono essere determinati anche da cause genetiche e non soltanto da comportamenti alimentari scorretti. Diverse forme d’ipercolesterolemia familiare, infatti, sono causate da alterazioni di uno o più geni. Un esempio è dato dal gene LDL. Alcuni studi hanno dimostrato che diverse alterazioni di questo gene possono incrementare oppure ridurre i livelli di LDL nel sangue.

Un altro gene che la dieta genetica analizza nella definizione di un regime alimentare personalizzato è il gene LPL che codifica per la lipoprotein lipasi, un enzima particolarmente espresso nel cuore, nel muscolo e nel tessuto adiposo. Numerose pubblicazioni recenti riportano il ruolo chiave di una variante del gene LPL (variante ottimale) associata a minori livelli di trigliceridi, LDL e colesterolo totale. La variante è pertanto correlata a un minor rischio di coronaropatie (Deo et al. 2009).

Oltre ai geni LDL e LPL, ci sono altri geni che possono determinare la predisposizione all’ipercolesterolemia.
Un altro fattore che risulta basilare per la produzione di colesterolo endogeno è l’insulino-resistenza, determinata dalla varianti non ottimali dei geni coinvolti nel metabolismo dei carboidrati semplici e complessi. Si parla quindi di insulino-resistenza quando le cellule dell’organismo sono meno sensibili all’azione dell’insulina, causando alti livelli di glicemia post-prandiale, che stimolano a produrre colesterolo endogeno nel fegato.
Col passare del tempo inoltre, l’insulino resistenza determina uno stato pro-infiammatorio dell’ organismo cronico, che come è stato provato provoca l’accumulo del colesterolo nelle pareti dei vasi sanguigni: fattore di rischio per aterosclerosi, infarto e ictus.
Ecco che oltre a seguire le comuni linee guida per un’alimentazione ipolipidica, è fondamentale capire quale sia la causa che determina la produzione di colesterolo endogeno: l’analisi genetica in questo senso può fornire informazioni utili al professionista della nutrizione per l’elaborazione di un piano alimentare strategico personalizzato e efficace.

Oggi è possibile iniziare a capire quali sono le proprie predisposizioni. Come? Seguendo un programma personalizzato che aiuta a combattere il colesterolo, iniziando, quindi, dalla scelta del cibo: DNASlim.

Colesterolo e dieta genetica

La maggior parte delle volte cominciamo una dieta perché abbiamo un problema di salute da risolvere. Ed è stato, infatti, a causa di un livello di colesterolo molto alto nel sangue che Fabio ha deciso di fare “punto e a capo” e rivedere il suo regime alimentare.

Ho perso 15 chili e il colesterolo è tornato ai suoi valori normali

Dopo aver sperimentato inutili diete iperproteiche, mi sono affidato alla dieta genetica. L’impatto è stato positivo: sono incluse le indicazioni sugli alimenti migliori per il mio organismo ed è semplice da seguire. Poi ho cominciato a fare attività fisica, secondo quanto emerso dall’analisi. Il risultato? Ho perso 15 chili, il colesterolo è tornato ai suoi valori normali e mi sento davvero in forma! Ogni tanto mi concedo pure qualche peccato di gola. Nei prossimi mesi seguirò una dieta di mantenimento con l’aiuto del mio nutrizionista con cui sono costantemente in contatto. Visti i risultati, non sarà difficile!

Fabio ha scelto il programma DNASlim: analizza il metabolismo di grassi e zuccheri, identifica l’attività fisica più adatta al proprio organismo e indaga l’ intolleranza al lattosio.

Colesterolo alto: cause, alimentazione giusta e genetica

Il ruolo fondamentale dell’alimentazione

Sia nel caso in cui è presente una predisposizione genetica all’ipercolesterolemia, sia quando i livelli oltre la norma sono la conseguenza di un’alimentazione non corretta, è necessario prevenire l’aumento di colesterolo cattivo.
Molti studi hanno dimostrato che la sola adesione a un regime alimentare equilibrato, come quello rappresentato dalla dieta mediterranea, determina una significativa riduzione dei livelli di LDL, migliorando anche lo stato di salute del cuore.
La soluzione più giusta è una dieta mediterranea personalizzata alla genetica: infatti, è possibile coniugare i benefici della dieta mediterranea con l’analisi dei geni LDL e LPL, tramite il prelievo di un semplice campione di saliva.

Ad esempio, Michela in questo modo è riuscita a gestire il colesterolo alto e il suo peso forma, affidandosi agli esperti di dieta genetica.

In termini molto meno personalizzati e generici, possiamo invece seguire alcune regole guida generali che possono essere utili per contrastare l’aumento di colesterolo nel sangue.


Colesterolo

Per esempio, è fortemente consigliato moderare il consumo di grassi saturi al di sotto del 7% delle calorie totali e di ridurre il colesterolo al di sotto di 200 mg al giorno. Va aumentato, invece, l’introito di acidi polinsaturi come gli omega 3.

Non bisogna, inoltre, trascurare l’apporto di vitamine e sostanze antiossidanti che proteggono le arterie dalla possibile formazione di ostruzioni, pericolose per la salute del cuore e del cervello. A tutto questo deve essere associata una regolare attività fisica, che è in grado di aumentare la concentrazione delle HDL.

Colesterolo: i cibi amici e quelli da limitare perché ricchi in grassi saturi

Tra gli alimenti “alleati”, ci sono pescelegumi e cereali integrali, oltre che frutta e verdura. Sconsigliati, invece, il burro, il latte intero, i dolci e molti formaggi – preferite ricotta, fiocchi di latte e, con molta moderazione, mozzarelle e stracchino. Discorso uguale per sale e alcol. Tuttavia, anche tra gli alimenti citati, ce ne sono alcuni da limitare perché ricchi di grassi saturi. Di seguito una tabella che dà utili suggerimenti per una scelta equilibrata.

Alimenti da limitare ricchi in grassi saturi

  • LATTICINI: caciotta vaccina, emmenthal, italico, fior di latte, edam stagionato, grana, parmigiano, panna, burro;
  • CARNI: capretto, coniglio/lepre (coscia), oca, pollo (coscia e sovracoscia), suino, insaccati stagionati (speck), lardo, strutto;
  • PESCE: sgombro, tonno (sia fresco che sott’olio), salmone, storione, orata, rombo, triglia, coregone, olio di fegato di merluzzo;
  • INOLTRE: uova, tra la frutta secca, arachidi; cioccolato al latte (dipende dalla lavorazione industriale ed è specificato in etichetta); margarina.

Una soluzione? La dieta genetica personalizzata

Abbiamo visto il ruolo che l’alimentazione può giocare nella riduzione dei livelli di colesterolo: tuttavia, vista la complessità di arrivare a soluzioni efficaci con il “fai da te”, i nostri ricercatori hanno messo a punto il metodo della dieta genetica, un programma nutrizionale personalizzato e mirato, che consente di avere un nutrizionista dedicato per 3 mesi: ognuno di noi è unico ed ereditiamo dai nostri genitori anche predisposizioni o suscettibilità.

La dieta genetica personalizzata DNASlim è redatta tenendo conto delle condizioni fisiche ottimali individuali, di eventuali patologie, allergie e intolleranzegrazie all’analisi del DNA. E prende in considerazione i parametrici di salute quali: glicemia, colesterolo, trigliceridi.

Hai qualche dubbio? Perché non parlare con un professionista? Chiamaci senza impegno al numero 040 375 5336, cercheremo di ascoltare i tuoi dubbi e magari darti qualche suggerimento.

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