La celiachia: sintomi, diagnosi e alimentazione senza glutine

Lceliachia è un’intolleranza permanente al glutine, una sostanza proteica presente in avena, frumento, farro, grano khorasan (di solito commercializzato come Kamut®), orzo, segale, spelta e triticale. Si tratta di una malattia autoimmune nella quale il consumo di glutine da parte dell’individuo causa un’eccessiva risposta immunitaria a livello delle cellule dell’intestino tenue (villi intestinali), deputate ad assorbire i nutrienti. I processi infiammatori determinano, a lungo andare, un danno alla parete dell’intestino influendo negativamente sulle funzioni digestive.

In Italia la celiachia ha un’incidenza stimata di 1 solo soggetto ogni 100 persone, e la malattia risulta essere sottodiagnosticata. Nonostante molte persone non sanno di esserlo, è da evitare la psicosi dovuta alla crescente attenzione dei media in relazione al tema dell’alimentazione senza glutine.

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La celiachia nel bambino: come individuare i sintomi e fare la diagnosi

In genere l’intolleranza compare qualche mese dopo l’introduzione del glutine nella dieta e si manifesta con diarrea, vomito, anoressia, arresto della crescita e calo ponderale. Dopo i primi 2/3 anni prevalgono sintomi come deficit dell’accrescimento, dolori addominali, ritardo dello sviluppo puberale. Questi sintomi indirizzano il pediatra ad approfondimenti fondamentali quali l’individuazione di specifici anticorpi nel sangue e la verifica, mediante biopsia, di anomalie della mucosa duodenale. Data la specificità e l’invasività delle indagine è necessario rivolgersi dapprima al pediatra di riferimento e, successivamente, a uno specialista e a una struttura ospedaliera.

La celiachia negli adulti: come scopro di essere celiaco

Le manifestazioni in età adulta possono essere molto varie: dalla diarrea con perdita di peso, ai crampi e alla debolezza muscolare. Fino ai formicolii, emorragie, dolori ossei, alterazioni cutanee, afte, disturbi psichici o anemia da carenza di ferro. Nel caso si sospetti l’intolleranza, è fondamentale affidarsi a uno specialista che, valutando i sintomi, prescriva gli esami clinici e, in ultima battuta, la biopsia intestinale. Per la diagnosi e il trattamento della celiachia, sono stati elaborati dei protocolli specifici che devono essere necessariamente applicati da un medico gastroenterologo e da una struttura ospedaliera specializzata.

 

(Fonte: AIC, Associazione Italiana Celiachia)

 

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Celiachia e genetica

Esiste il Test genetico di suscettibilità? Si, il test HLA per la celiachia. La malattia è effettivamente legata a una predisposizione genetica. La presenza di una particolare combinazione di polimorfismi, a carico di alcuni geni legati al complesso dell’HLA, predispone allo sviluppo della malattia. La presenza di una predisposizione genetica è, però, una condizione necessaria, ma non sufficiente allo sviluppo della malattia. Gli studi scientifici più recenti dimostrano che la malattia colpisce effettivamente solo 1 persona su 40 degli individui positivi geneticamente individuati dal test.

 

NON è pertanto sufficiente sottoporsi al test del DNA per diagnosticare la celiachia. Il test del DNA deve essere considerato un test di esclusione. I soggetti che non presentano predisposizione alla malattia non potranno svilupparla e pertanto non saranno necessari ulteriori accertamenti diagnostici.
Quindi, l’analisi genetica HLA NON ha valore diagnostico assoluto. Anzi, sottoponendosi esclusivamente al test genetico, è molto alta la probabilità di risultare predisposti, ma non sviluppare mai la malattia durante tutto l’arco della vita.

 

Per questi motivi, G&life sceglie di attenersi al protocollo diagnostico e alle guida dell’AiCAssociazione Italiana Celiachia. Pertanto NON effettua il test genetico HLA per individuare la predisposizione alla celiachia, ma raccomanda di eseguire il test presso laboratori accreditati dalla Federazione Europea di Immunogenetica (EFI). O presso laboratori di Genetica Medica che rispondano ai requisiti di accreditamento SIGU.

 

La dieta è l’unica terapia efficace per il celiaco

Eliminare il glutine nella dieta è fondamentale. Lo trovi in moltissimi cereali ricchi di fibre. Basta mangiare legumi, frutta e verdura per compensare la carenza di fibre vegetali. La dieta senza glutine deve essere il più variata possibile. Se nella vita di tutti i giorni è difficile evitare le contaminazioni (alcuni consigli: evitate il contatto diretto con piani cottura e stoviglie usate per cucinare cibi con glutine e non pulite correttamente), basta scegliere prodotti con un contenuto in glutine inferiore ai 20ppm (20 mg/kg).

 

 

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La dieta gluten-free non fa dimagrire

Sfatiamo un mito: una dieta priva di glutine non fa dimagrire. Innanzitutto, gli alimenti commerciali che non contengono glutine hanno un apporto calorico molto simile ai corrispettivi che contengono glutine. Quindi seguire una dieta priva di glutine comporta l’assunzione dello stesso apporto di calorie. Inoltre, una dieta gluten free priva di carboidrati complessi non fa bene alla salute.

 

Sono celiaco, posso seguire la dieta genetica? Assolutamente Sì!

La dieta genetica è tarata sulle caratteristiche della persona e sullo stato di salute: il dato relativo all’analisi dei geni che influenzano il metabolismo di grassi e zuccheri è incrociato con queste informazioni per stilare la dieta più adatta alle esigenze individuali. Una dieta personalizzata alla genetica è consigliata a chi deve seguire un’alimentazione controllata. Come nel caso dei celiaci, perché consente il giusto apporto di nutrienti per migliorare la forma fisica e garantire un perfetto stato di salute.

 

DNASlim: la dieta personalizzata

La dieta personalizzata DNASlim è redatta tenendo conto delle condizioni fisiche ottimali di chi la richiede grazie all’analisi genetica. Prende in considerazione i parametrici di salute quali: glicemia, colesterolo, trigliceridi. I nostri medici nutrizionisti tengono conto di eventuali patologie, allergie e intolleranze.

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